Sui molti nomi del Lemene

[...] Sequitur decima regio Italiae, Hadriatico mari adposita, cuius Venetia, fluvius Silis ex montibus Tarvisanis, oppidum Altinum, flumen Liquentia ex montibus Opiterginis et portus eodem nomine, colonia Concordia, flumina et portus Reatinum, Tiliaventum Maius Minusque, Anaxum, quo Varamus defluit, Alsa, Natisa cum Turro, praefluentes Aquileiam coloniam XV p. a mari sitam. [...]

Segue la decima regione italiana, posta di fronte al Mare Adriatico, a cui appartengono il distretto di Venezia, il fiume Sile che nasce dai monti di Treviso, la città di Altino, il fiume Livenza che scende dai monti Opitergini e il porto omonimo, la colonia di Concordia, i fiumi e il porto Romatino, il Tagliamento maggiore e minore, lo Stella, in cui affluisce il Varmo, l'Alsa, e il Natisone con il Torre che attraversano la colonia di Aquileia, situata a 15 miglia dal mare.

Il passo è tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, terzo libro (geografia del Mediterraneo occidentale); è abbastanza famoso e descrive sommariamente la zona costiera della X Regio romana (Venetia et Histria) fino ad Aquileia. La traduzione è nuovamente mia; nuovamente, perdonatemi abbagli. Nel brano, ciò che più salta all'occhio è l'assenza del Piave e la presenza di un Tagliamento maggiore e di uno minore; di questi ultimi due parlerò in un'altra occasione.
Il fiume Reatinum altro non è che il nome latino del Lemene. Sulla genesi dei due nomi, quello storico e quello recente, sono state avanzate svariate ipotesi, talune attendibili, tante divertenti; le riporto come curiosità.

Palazzo Municipale sul Lemene, Concordia Sagittaria.
Canon EOS 450D con Canon EF 50mm f/1.8 II; 8s, f/16; 400 ISO.

Ercole Partenopeo (a dispetto del nome, fervente friulano), nella propria Descrittione della nobilissima patria del Friuli (1604; ricordo che il Lemene nasce in terra di frico), fa risalire il nome latino del fiume all'eroe Aromato (o Aromaco), uno dei cinquantaquattro figli di Priamo, che con Antenore sarebbe sbarcato nelle Venezie dopo la fuga da Troia. Il mito si rifà alla tradizione storiografica romana; Virgilio immagina i romani discendenti di Enea e quindi dei troiani; i Veneti, popolazione al tempo non sottomessa, bensì prima alleata e poi inglobata, vengono rivalutati come parenti stretti, ovvero come discendenti di Antenore, mitico fondatore di Padova. Peccato che Antenore sia uno dei traditori della patria troiana (consegna il Palladio, talismano invincibile, a Ulisse e Diomede, per pararsi il fondoschiena: secessionisti veneti, questa è tutta per voi); ma stiamo divagando.
Aromaco penso sia una storpiatura dell'Archemaco figlio di Priamo, nominato nella Biblioteca di (pseudo)Apollodoro e da Igino Astronomo nelle Fabulae; il nome significa Colui che guida la battaglia, ma nonostante il nome altisonante, si accontenta di seguire Antenore e di stanziarsi a una discreta distanza, fondando Portogruaro. Da Aromato/Aromaco sarebbero quindi derivati i nomi Reatinum/Romatinum per i fiumi. Inutile sottolineare quanto poco attendibile tutto ciò sia; senza scomodare le fantasie di Virgilio, Portogruaro è cittadina medioevale, non romana, e il fiume ottiene il suo bel nome ben prima della stesura dell'Eneide.
Sul nome latino non ho altre fonti; ovviamente, se qualcuno ne sa più di me, sarò ben lieto se vorrà aggiornarmi.

Il nome Lemene è più recente e offre quindi un maggior numero di interpretazioni. Distensione del più antico Lemno, i più lo vogliono derivato dal latino limen, ovvero confine, tenendo conto anche della posizione del fiume, a cavallo tra Veneto e Friuli storici. Zambaldi, nel diciannovesimo secolo, rigetta questa ipotesi e ne propone molte altre, inventate o riportate da varie fonti. Purtroppo, egli è molto preciso nelle citazioni di documenti storici (vedi altro post) quanto entusiasta nelle congetture, proprie o altrui. 
L'alternativa semplice è il greco λιμήν (in caratteri latini, per puro caso, limen), che significa porto; in effetti, Concordia e il suo porto sono scali commerciali discretamente importanti in epoca latina; peccato che quando il nome Lemene si afferma (epoca post-romana) tutto ciò che attornia il fiume è riassumibile in paludi, ruderi e zanzare. Spinta dalla citazione greca, immancabile arriva la l'alternativa letteraria: il nome sarebbe quindi una contrazione di Pilemene, condottiero dei Paflagoni, alleati troiani, ucciso da Menelao nell'Iliade. Probabilmente egli fu intimo amico di Archemaco, visto che i fuggiaschi che si stanziano a Portogruaro (fondandola centinaia di anni prima del tempo) decidono di onorare il caro defunto dando il suo nome al fiume che attraversa il territorio. I fuochi d'artificio, infine, arrivano con l'ultima alternativa: Lemene deriva da lemme lemme, vezzoso nomignolo per un placido fiume, come riportato già in qualche storico (non citato, unico caso nel libro).

Volendo credere a Google Maps, infine, il vero nome del fiume dovrebbe essere Le Mene. Sant'Agostino e Varrone insegnano come Mena fosse la divinità minore romana che regolava il flusso mestruale delle donne. Il Piave è stato rosso per il sangue dei patrioti italiani; il Lemene, evidentemente, per altri motivi.

Un'ultima osservazione. Plinio usa il plurale neutro flumina; il fatto non è casuale. In hoc tempore, il Lemene alto, dalle risorgive nei dintorni di Casarsa fino alla zona della odierna Portogruaro, è chiamato Reatinum Minus. Dopo la confluenza con il Reghena (o Ragogna, come si legge negli ormai polverosi volumi della Corografia dell'Italia del Rampoldi, 1832) assume la status di Reatinum Maius.

Fonti
Naturalis Historia, Liber III, cap. XVIII, 126.
Plinius Maior, 77.
Su LacusCurtius.

Monumenti storici di Concordia, già colonia romana nella regione veneta.
Serie dei vescovi concordiesi ed annali della città di Portogruaro.
Antonio Zambaldi, 1839.

Corografia dell'Italia, Volume 2.
Giovanni B. Rampoldi, 1833.

1 commenti:

Siboney2046 ha detto...

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